Le nostre radici

Le Geoscienze, e la Geologia in particolare, si sono organizzate come disciplina scientifica organica ed autonoma fra la fine del ‘700 e l’inizio dell’’800, solo dopo avere superato non pochi pregiudizi legati all’interpretazione del significato dei fossili (resti del diluvio universale? Lusus naturae? O resti di organismi del passato ormai estinti?) e alla percezione, suggerita dai fenomeni geologici, dell’immensità dei tempi geologici, che strideva con l’indicazione della Bibbia di una Terra creata circa 5000 anni a.C. Preme qui ricordare che il Veneto è una regione particolarmente fortunata dal punto di vista geologico, con un ricco patrimonio paleontologico di cui è emblematico il giacimento fossilifero di Bolca nel veronese, conosciuto e studiato già nel ‘500. Non sorprende che con una tale patrimonio geologico a disposizione e la libertà intellettuale favorita dalla serenissima Repubblica di Venezia e dall’Ateneo patavino, idee “pericolose” sulla natura dei fossili e sull’organizzazione degli “strati” della superficie terrestre e, più in generali, sui fenomeni geologici abbiano visti naturalisti veneti fra protagonisti indiscussi della rivoluzione scientifica che porterà alla nascita della moderna Geologia. Basti ricordare qui il veronese Gerolamo Fracastoro, che già nel ‘500 spiega correttamente il significato dei fossili, il famoso medico naturalista Antonio Vallisneri, che nel primo settecento spiega diversi fenomeni geologici, e, soprattutto, il veronese Giovanni Arduino, che nel 1750 getta le basi di una prima rudimentale suddivisione del tempo geologico, introducendo termini quali Terziario e Quaternario, che sono usati ancora oggi.

 

 Arduino

In questo contesto culturale non sorprende che l’insegnamento delle Geoscienze nell’Ateneo patavino sia stato notevolmente precoce e possa essere “datato” con precisione al 1734, quando Antonio Vallisneri junior (figlio del naturalista ricordato sopra) donò al Magistrato dei Riformatori dello Studio di Padova le ricche collezioni archeologiche, zoologiche, paleontologiche e di minerali del padre, ricevendo l’incarico di illustrarle agli studenti.

 


Veniva così istituito un corso (“Storia Naturale Speciale”) nel quale venivano insegnate le materie geo-mineralogiche insieme a quelle biologiche.

Per lungo tempo si ebbe una sola cattedra legata al Museo vallisneriano e, come sintetizzato in Figura, solo nel 1869 l’unica cattedra di “Storia naturale speciale” venne sdoppiata in una cattedra di Zoologia ed Anatomia comparata (assegnata al trentino Giovanni Canestrini) ed in una cattedra di Mineralogia e Geologia (assegnata al milanese Giovanni Omboni). Alla separazione delle cattedre corrispose rapidamente anche una separazione delle collezioni zoologiche da quelle geo-mineralogiche. Queste ultime, che erano allocate nel Palazzo del Bo, nel 1883 vennero separate ulteriormente in un Gabinetto e Museo di Mineralogia (Direttore Ruggero Panebianco) e in un Gabinetto e Museo di Geologia (Direttore Giovanni Omboni).

Genealogia 

I due Musei e connesse cattedre (in realtà ora Istituti), agli inizi degli anni ‘30 del secolo scorso trovarono collocazione nel polo di Palazzo Cavalli. Il polo di Palazzo Cavalli è tuttora la sede dei due Musei ed è stata la sede di gran parte delle Geoscienze padovane per circa 80 anni, cioè fino al trasferimento nell’edificio che stiamo inaugurando.

E’ oltre i nostri fini ricostruire in dettaglio la storia delle Geoscienze patavine in questi 80 anni. Ci soffermiamo solo in un passaggio importante degli anni ’80, quando fu promulgata la Legge 382 (1983), che prevedeva, fra le altre cose, la trasformazione degli Istituti (spesso monocattedra) in Dipartimenti (sul modello statunitense). Come risultato dell’applicazione di questa legge, alla fine degli anni ottanta le Geoscienze a Padova afferivano a tre distinti Dipartimenti: il Dipartimento di Mineralogia e Petrologia, il Dipartimento di Geologia, Paleontologia e Geofisica (derivante dalla fusione degli Istituti di Geologia e di Geodesia) ed il Dipartimento di Geografia “G. Morandini”, nel quale operano geografi fisici e geografi umani. Nel 2007, i Dipartimenti di Mineralogia e Petrologia e di Geologia, Paleontologia e Geofisica si sono uniti ed hanno fondato il Dipartimento di Geoscienze. Recentemente, per ottemperare ai vincoli posti dalla Legge 240, i colleghi Geografi fisici del Dipartimento di Geografia “G. Morandini” hanno deliberato di afferire al Dipartimento di Geoscienze a partire dal 1 gennaio 2012.

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